Blog

Il Dorferwirt e i Nussischler

 
Quando ero bambina e quando ancora venivano quei inverni con settimane di gelo e muri di neve lungo le strade, il lago del paese ghiacciava completamente. Tutte le attività del tempo libero si spostavano allora dalla terra ferma sul lago. Gli uomini organizzavano gare di Eisstockschießen, la versione alpina del Curling. Il carnevale veniva celebrato sul lago. I bambini pattinavano e giocavano sul lago. Alla domenica, nel pomeriggio, intere famiglie facevano una passeggiata sul lago. Dal paese di Zell am Moos c’era un chilometro per attraversare il lago e giungere al Dorferwirt. Lì, si prendeva il caffè con un bel pezzo di torta, e poi si tornava a casa.
 
La proprietaria del Dorferwirt era la Signora Habring. Nel periodo natalizio anche lei proponeva i suoi biscottini. Mia madre ha preso la ricetta dei Nussischler da lei e da quando ricordo i biscotti a casa mia, hanno sempre fatto parte del repertorio.

Che cos’è una Microimpresa Domestica Alimentare?

 
Produrre alimenti in casa nel pieno rispetto delle leggi si può.
 
Esiste un regolamento europeo dal 2004 che contempla la possibilità di produzioni in abitazioni private di alimenti destinati alla commercializzazione. Si parla esplicitamente di “locali utilizzati principalmente come abitazione privata ma dove gli alimenti sono regolarmente preparati per essere commercializzati”.
 
Per produrre e vendere alimenti fatti in casa è necessario mettere in atto procedure di “gestione della sicurezza alimentare” basate sui principi del sistema HACCP (analisi dei rischi e controllo dei punti critici). Bisogna adattare la cucina di casa e il servizio igienico familiare dotato di antibagno seguendo queste regole.
 
Gli alimenti e le bevande prodotti nell’abitazione privata possono essere venduti sia a privati, sia a esercizi commerciali in genere. Bisogna preconfezionare, etichettare gli alimenti prodotti e garantirne la rintracciabilità ai sensi della normativa vigente.
 
Una Microimpresa Domestica Alimentare è una piccola impresa artigiana a tutti gli effetti, iscritta alla Camera di Commercio, che commercializza rispettando la normativa italiana non solo in materia igienico-sanitaria, ma anche fiscale.
 
Io sono associata a Cucina Nostra, l’associazione che a livello nazionale supporta la nascita e crescita di Microimprese Domestiche Alimentari di ogni genere. Date qui un’occhiata per conoscere i miei colleghi … www.cucinanostra.eu.

La Godi e il Rosinen-Gugelhupf

 
La Godi era la mia madrina Rosa Kerschbaumsteiner. Era il classico esempio di “donna mancina”. Le donne mancine, anche se a scuola è stato loro insegnato a scrivere con la destra, sono quelle che hanno molti figli oppure dedicano la loro vita ai bambini. La mia madrina non ha avuto figli perché suo marito è caduto nella seconda guerra mondiale quando lei aveva poco più di vent'anni e non si è mai risposata. Ha lavorato a lungo come maestra d’asilo e ha avuto un totale di 13 figliocci. Io ero la più piccola.
 
Ricordo la Godi come una donna forte, sempre sorridente e solare. Non c’era visita da lei senza il suo Gugelhupf con l’uvetta. Continuo a ricordarla riprendendo la sua ricetta.

1000 e uno Strudel

Voi mi chiedete uno strudel di mele, perché senza dubbio è uno dei dolci austriaci più famosi. Ma quale? Se pensavate che ci fosse un solo modo per preparare uno strudel di mele, vi siete sbagliati di grosso.
Come molti piatti della cucina austriaca anche lo strudel ha origini mediorientali. Probabilmente è arrivato in Ungheria, e poi a Vienna, durante le occupazioni turche del 16° e 17° secolo. Una mutazione genetica dei Baklava, insomma che successivamente ha proliferato in mille varianti. Unica costante – o quasi – il ripieno che è composto da mele, meglio se un po’ aspre, tagliate a fettine sottili, uvetta, cannella e zucchero.
 
Strudel con pasta di sfoglia: questa è versione classica che troverete nei caffè austriaci. E’ perfetto se accompagnato da una buona tazza di caffè. Io mi faccio la pasta di sfoglia in casa per essere certa che sia bella croccante e gustosa.
 
Strudel tirato: La pasta da strudel è molto simile alla sfoglia per tortellini, fatta solo di farina, acqua e olio. Da una pallina morbida si inizia a tirare una sfoglia sottile che copre tutto il tavolo della cucina. Mia nonna mi diceva sempre che la pasta doveva diventare così sottile da poter leggere il giornale a traverso. Prima di posizionare il ripieno di mele, si cosparge la pasta di burro sfuso e pangrattato.
 
Apfelschlangerl: la versione sfiziosa dello strudel con pasta sfoglia. Negli Apfelschlangerl si aggiunge uno strato di pasta margherita sotto le mele per rendere il ripieno morbido e dolce.
 
Apfelschlangerl versione lusso: chi ama una crosta più consistente invece della croccante pasta sfoglia, dovrebbe assaggiare questi Apfelschlangerl con una pasta frolla fatta con il formaggio fresco Topfen. Nel ripieno aggiungo nocciole tritate.
 
A proposito di Topfen … non dimenticate che lo strudel può essere ripieno anche di altri ingredienti. Topfen e uvetta è un grande classico. Topfen e pesche sono una variante estiva, e poi ancora ciliegie o prugne regina Claudia. Per non parlare delle versioni salate.
 
Curiosità: in Austria, quando una situazione sembra senza fine o un’azione non procede, si dice che questa “si sta tirando come uno strudel” … come i miei post

Pablo Neruda e le torte

 

Vi chiederete che cosa c’entra il grande poeta cileno con le mie torte. C’entra e come! È stato lui con una sua poesia a convincermi a cambiare vita, ad abbandonare il lavoro che ho fatto da sempre e ad intraprendere una nuova avventura.

Buona lettura di Pablo Neruda e buona degustazione delle mie torte!

 

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca o colore dei vestiti, chi non rischia, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni; emozioni che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.