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1000 e uno Strudel

Voi mi chiedete uno strudel di mele, perché senza dubbio è uno dei dolci austriaci più famosi. Ma quale? Se pensavate che ci fosse un solo modo per preparare uno strudel di mele, vi siete sbagliati di grosso.
Come molti piatti della cucina austriaca anche lo strudel ha origini mediorientali. Probabilmente è arrivato in Ungheria, e poi a Vienna, durante le occupazioni turche del 16° e 17° secolo. Una mutazione genetica dei Baklava, insomma che successivamente ha proliferato in mille varianti. Unica costante – o quasi – il ripieno che è composto da mele, meglio se un po’ aspre, tagliate a fettine sottili, uvetta, cannella e zucchero.
 
Strudel con pasta di sfoglia: questa è versione classica che troverete nei caffè austriaci. E’ perfetto se accompagnato da una buona tazza di caffè. Io mi faccio la pasta di sfoglia in casa per essere certa che sia bella croccante e gustosa.
 
Strudel tirato: La pasta da strudel è molto simile alla sfoglia per tortellini, fatta solo di farina, acqua e olio. Da una pallina morbida si inizia a tirare una sfoglia sottile che copre tutto il tavolo della cucina. Mia nonna mi diceva sempre che la pasta doveva diventare così sottile da poter leggere il giornale a traverso. Prima di posizionare il ripieno di mele, si cosparge la pasta di burro sfuso e pangrattato.
 
Apfelschlangerl: la versione sfiziosa dello strudel con pasta sfoglia. Negli Apfelschlangerl si aggiunge uno strato di pasta margherita sotto le mele per rendere il ripieno morbido e dolce.
 
Apfelschlangerl versione lusso: chi ama una crosta più consistente invece della croccante pasta sfoglia, dovrebbe assaggiare questi Apfelschlangerl con una pasta frolla fatta con il formaggio fresco Topfen. Nel ripieno aggiungo nocciole tritate.
 
A proposito di Topfen … non dimenticate che lo strudel può essere ripieno anche di altri ingredienti. Topfen e uvetta è un grande classico. Topfen e pesche sono una variante estiva, e poi ancora ciliegie o prugne regina Claudia. Per non parlare delle versioni salate.
 
Curiosità: in Austria, quando una situazione sembra senza fine o un’azione non procede, si dice che questa “si sta tirando come uno strudel” … come i miei post

Pablo Neruda e le torte

 

Vi chiederete che cosa c’entra il grande poeta cileno con le mie torte. C’entra e come! È stato lui con una sua poesia a convincermi a cambiare vita, ad abbandonare il lavoro che ho fatto da sempre e ad intraprendere una nuova avventura.

Buona lettura di Pablo Neruda e buona degustazione delle mie torte!

 

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca o colore dei vestiti, chi non rischia, chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione, chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni; emozioni che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti agli errori ed ai sentimenti!

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare!

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Nanni Moretti e la Sacher Torte

 

Una delle prime cose che ho fatto, quando sono arrivata in Italia oltre vent’anni fa, è stato sottopormi ad una pesante cura di film selezionati da Walter Veltroni per il giornale che allora dirigeva. Tra questi c’erano praticamente tutti i film di Nanni Moretti. Inutile dire che a me la scena della Sacher Torte in “Bianca” piace per una ragione in più … 

"Lei non faccia il tunnel!".
"Cosa? ".
"Lei mi sta scavando sotto e mi toglie la panna. La castagna da sola, sopra, non ha senso. Il Montblanc non è come un cannolo alla siciliana, che c'è tutto dentro e come uno zaino lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro: il Montblanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte".
"Cosa?".
"La Sacher Torte".
"Cos'è? ".
"Cioè... Lei, praticamente, non ha mai assaggiato la Sacher Torte? ".
"No".
"Va beh. Continuiamo così, facciamoci del male! ".
(tratto da “Bianca”, 1984)